The Wrestler, ovvero il corpo come limite
lanterne magiche
Scritto da Invernomuto   
locandinaLa fisicità del corpo, la parte più immanente dell'essere umano, la più presente, caratterizzante e limitante è protagonista del "The Wrestler" di Darren Aronfsky, regista non nuovo all'analisi della decadenza del fisico logorato dal tempo.


"The Ram" Robinson, interpretato dal grottesco Mickey Rourke, è un famoso wrestler degli anni '80 che ha trascinato il suo corpo, spezzato e rattoppato, fino ad un punto di rottura. La fisicità tonica e prorompente e i selvaggi capelli biondi da cantante rock sono ricordi di un passato trascorso: rimangono muscoli inflacciditi e una chioma secca e sfibrata. Non sono più sufficienti, e hanno un ombra di insensata ostinatezza, scorte di medicinali e appuntamenti dalla parrucchiera a basso costo.


locandinapg1The Ram combatte sul ring contro l'avanzare del tempo, sfruttando il suo nome impolverato e il fisico maciullato, organizzando finzioni teatrali di carne e sangue. Una inesorabile marcia verso il decadimento contrastata con sorda testardaggine, aggravata da una sostanziale incapacità di diventare quello che non si è; non ci si può inventare padre amorevole e anche l'apparente semplice compito di fare il commesso risulta troppo per chi è abituato a trattare la gente con il sudore e il dolore piuttosto che con i guanti di plastica per alimenti.
Da segnalare la scena in cui per la prima volta arriva al bancone a servire i clienti, ripresa che fa il verso alle tecniche adottate durante gli incontri di wrestling trasmessi in tv: un percorso tortuoso di scale e corridoi nel retro del supermercato, telecamera fissa alle spalle che riprende dal basso l'incedere magnifico e sontuoso del lottatore, con una colonna sonora coinvolgente per sfociare, passate le tendine di plastica trasparente, in un assordante brusio da supermarket. Da manuale: come mortificare lo spettatore per fargli provare una sensazione di avvilita euforia.

rourke_thewrestler1223935891Nei fine settimana The Ram riassapora il ring in eventi di dubbio valore in scalcinate palestre liceali, modeste riproduzioni in scala di serate spumeggianti ancora impresse nella mente. La finzione è la stessa di sempre, combattimenti pianificati e agonismo recitato, ma mentire per pochi dollari è un peccato maggiore che farlo per fama e gloria.
Gli sparuti fan acquistano autografi per pochi dollari, si fanno scattare polaroid fuori moda come i lottatori che ricordano di aver apprezzato; gli eventi diventano un tentativo di smerciare il proprio passato: ma nello squallore di chi vende se stesso senza intermediari né agenti ci sono solo relitti e malformi ex professionisti, che hanno sacrificato, chi una gamba, chi la propria dignità, alla causa del wrestling.

marisa-tomei-in-una-sequenza-del-film-the-wrestler-84247Mickey Rourke è il Gobbo di Notredame dei nostri giorni, un personaggio non incompiuto, ma sfatto. Saltando da un ring ad un letto di ospedale e viceversa, sordo senza il suo apparecchio acustico, ama veder ballare per qualche dollaro la sua Esmeralda, intrattenitrice di uno stip club, anche lei alle prese con il declinio del suo corpo. Se però lei verrà salvata dal suo secondo ruolo nel mondo, quello di mare, The Ram combatterà la sua ultima battaglia alla ricerca di uno splendore passato, da solo, ma vicino ai suoi fan, interpretando l'unico ruolo che gli è sempre andato a genio: se stesso.