Spicchi d'Oriente
  • Donne e letteratura nel Giappone in epoca Heian   ( 1 Articolo )
    Uno dei momenti di maggior fioritura artistica del Giappone è il periodo “Heian”. Nel 794 d.C., durante il regno dell’imperatore Kanmu, la capitale si sposta ad Heian Kyo, la “Città della pace e della serenità”. Dopo il lungo periodo di importazione massiccia di cultura dalla Cina, l’arcipelago giapponese si chiude entro i suoi confini e interrompe ogni rapporto con la Corte da cui tanto aveva preso ispirazione, dando vita ad un mondo proprio ed originale. La letteratura, la poesia, la pittura sui rotoli “emaki” raggiungono «una eccellenza che non fu più superata né in Giappone né in Cina»[1]. Dal punto di vista religioso si sviluppano forme di sincretismo tra il Buddismo e lo Shintoismo.

    In questa fase particolarmente florida, definita periodo Heian, anche le donne vissero un momento storico favorevole: seppur escluse dall’esercizio del potere politico, «mantennero di fatto un ruolo influente svolto dietro le quinte e, grazie anche alla libertà sessuale di cui godevano, si servirono della frequentazione di diversi ed autorevoli personaggi per partecipare agli intrighi di Corte e alle decisioni politiche»[2]. Grazie alla conoscenza del “kana”, la trascrizione fonetica della lingua giapponese attraverso i caratteri cinesi, diedero vita alla letteratura definita “onnade”, ovvero prodotta da mano femminile.

    [1] Morris, I., 1984, Il mondo del Principe Splendente, Milano, Adelphi Edizioni.

    [2] Caroli R., Gatti F., 2006, Storia del Giappone, Roma, Editori La Terza.